MARSALA
Marsala: adagiata
sul capo che porta l'antico nome della città, Lilybeo (da Lily,
acqua e Beo, Eubei, presunti abitatori pre-fenici), Marsala è
forse stata fondata nel 397 a.C. dai Fenici fuggiti da Mozia dopo
la sconfitta subita dai siracusani. Il nome attuale deriva probabilmente
dall'appellativo arabo Marsah el Ali, porto di Ali, a testimonianza
della sua importanza come città di mare. Ed è proprio
al suo porto che è legato uno degli avvenimenti più
significativi della sua storia: lo sbarco dei Mille in Sicilia, guidati
da Garibaldi. Il centro - Il cuore della città
pulsa intorno a piazza della Repubblica, delimitata dalla cattedrale
e dal Palazzo Senatorio, detto la Loggia, terminato nel '700. La piazza
si affaccia su corso XI Maggio, antico Decumano Maggiore della città
romana, fiancheggiato da bei palazzi. Ad angolo retto parte verso
sud via Garibaldi, chiusa dall'omonima porta e fiancheggiata dal Municipio,
ex quartiere militare spagnolo. Alle spalle di quest'ultimo si tiene,
ogni mattina, il mercato del pesce. La continuazione a nord prende
il nome di via Rapisardi ed è delimitata da bei palazzi settecenteschi
e dalla secentesta chiesa del Collegio. Museo degli Arazzi - E' ospitato nei
locali retrostanti la cattedrale. Ingresso da via Garraffa. La collezione
consta di Otto grandi arazzi fiamminghi del '500 raffiguranti momenti
della guerra di Tito contro i Giudei. La vivacità di colori
e la ricchezza compositiva si estende, oltre che al soggetto centrale,
anche agli alti bordi decorati da fiori, frutti e figure allegoriche.
Particolarmente vivace il sesto arazzo che riproduce un momento di
lotta comunicando un intenso senso del movimento. Insula di Capo Boeo - Alla fine di vie Vittorio Emanuele, sul capo. Si tratta dei resti di tre insule romane. Una di queste era quasi interamente occupata da una grande villa del periodo imperiale (III sec. d.C.) dotata di terme private. Si distinguono ancora alcuni dei mosaici che ornavano i pavimenti e i suspensoria, i pilastrini che, tenendo sollevata la pavimentazione, permettevano la circolazione d'aria calda. L'area era delimitata da strade pavimentate in pietra bianca di Trapani. Poco oltre si eleva la Chiesa di S. Giovanni fuori le Mura che racchiude il leggendario antro della sibilla Lilibe.
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