SELINUNTE
Le rovine di Selinunte, da sole, giustificherebbero un viaggio in Sicilia, perchè si tratta di luoghi di una bellezza e di una suggestione uniche ed incomparabili. Il nome deriva dal greco Selinon (prezzemolo selvatico), che ancora cresce spontaneo nella zona. Fondata nel corso del VII secolo a.C. da coloni Dori, ebbe vita breve (circa 200 anni), ma intensa. I monumenti grandiosi dimostrano che la città raggiunse, nel V secolo a.C., uno straordinario sviluppo. Alleata di Cartagine viene poi da questa distrutta con mezzi ferocissimi. In età bizantina, un violento terremoto finì per ridurre ad un cumulo di rovine i monumenti dell'antica città della quale si perdette anche il nome. Di recente essa è stata istituita a parco archeologico con un'estensione di 270 ettari, suddivisa nelle tre aree di seguito descritte. La zona dei Templi Orientali: in essa sono compresi numerosi templi raggruppati e rivolti verso est che sono stati classificati con le lettere dell'alfabeto in Tempio E (recentemente restaurato, rispecchia lo stile gotico siciliano), Tempio F (dedicato alla dea Hera o a Afrodite) e Tempio G (edificato nel 530 a.C. e occupa una superficie di ben 7.000 Mq.). La zona dell'Acropoli: essa è sita nella parte più alta e vi si trovano i templi di costruzione più antica, cioè O, A, C e D, oltre alle fortificazioni e alle immense mura di sostegno. La zona del Santuario: essa si trova oltre il centro urbano. Disseminati su un terreno quasi desertico, i templi in rovina oggi innalzano al cielo le loro imponenti colonne. Tra queste si segnala per grandiosità quella nota con il nome di "Fuso della Vecchia", la cui circonferenza è tale che otto persone non riescono a cingerla. Nella vicina contrada di Monuzza, oltre il fiume Selino, è sita la città più antica, mentre nella località Gaggera è ancora visibile il Santuario della Melaphoras (dea del melograno).
|
| |