Geologia in Sicilia


IL MEDITERRANEO SI PROSCIUGO’, MA LA SICILIA SI FORMO’

I fenomeni che portarono alla formazione del blocco sardo-corso e all’apertura del Tirreno, contribuirono, anche, alla formazione degli Appennini siciliani (Madonie, Erei, Nebrodi, Peloritani). Mentre gli Appennini lentamente emergevano, a sud si formava una depressione, fossa di Caltanissetta, dove si riversavano i sedimenti provenienti dall’erosione degli Appennini stessi. La placca iblea, che fino a 8 mil. di anni fa costituiva un habitat di scogliere coralligene (Bahamas del Mediterraneo), in seguito a una parziale deformazione, in parte emerse (es. il territorio di Pachino) dal mare costituendo un altopiano calcareo (horst calcareo).

Calcari di scogliera Eoceniche a Nummuliti (40 mil. di anni) a Pachino
Una parte di essa, a nord, sprofondò, dando origine alla fossa di Gela, parallela e comunicante con quella di Caltanissetta.

Mentre gli Iblei emergevano, un fenomeno simile a quello che contribuì alla formazione degli Appennini provocò l’isolamento del Mediterraneo in prossimità dello stretto di Gibilterra. Questo fenomeno e la temperatura di tipo tropicale di quel periodo sottopose il Mediterraneo (non avevano ancora costruito l’Istmo di Suez) ad una intensa evaporazione. Il bacino marino si trasformò in un basso lago salato, con molte zone prosciugate.

Gli Iblei fratturati (Avanpaese) degradano verso Nord e danno origine a una fossa marina in cui si depositeranno i sedimenti della serie evaporitica, che daranno origine al sistema collinare e pianeggiante della Sicilia centro-meridionale fino alle porte di Pachino. Immagine tratta da www.turismo.catania.it
Durante questa "crisi di salinità", si formò una spessa coltre di sedimenti di tipo salino (gesso, anidrite, salgemma). Da questi sedimenti si formarono rocce chiamate evaporiti, di cui alcune parti sono affioranti in Sicilia e lungo le fasce collinari delle Marche e Romagna. Le evaporiti non sono state trovate nel Tirreno orientale, probabilmente perché questo settore di mare era in fase di formazione. Intorno a 5 milioni di anni fa il bacino è di nuovo occupato dall'acqua.

E' probabile che il ritorno dell'acqua sia stato rapido e isocrono in tutto il Mediterraneo, dal momento che si osserva un brusco cambiamento nei sedimenti, con depositi di argille (depositi di mare profondo) immediatamente sopra le evaporiti.

Il risultato è stato la formazione di una roccia biancastra, in parte argillosa e in parte calcarea, ricca di microfossili di ambiente di mare profondo (“trubi”). Subito dopo la deposizione dei Trubi, avvenuta circa 4 mil. di anni fa, si ebbe un’altra fase di stress tettonico che portò al sollevamento dell’area e dell’emersione delle rocce depositati in mare , dalle diatomiti ai trubi. La Sicilia e la penisola italiana hanno raggiunto finalmente il profilo geografico attuale.

SEGUE . . .

Evoluzione geologica e posizionamento tettonico

 

 

 

 

DEPOSITI EVAPORITICI IN SICILIA (serie gesso-solfifera)

E’ opportuno fare una descrizione dei depositi evaporitici che si sono accumulati, in maggior quantità in Sicilia durante la fase di prosciugamento del Mediterraneo, per il loro ruolo nell’economia siciliana fino agli anni del dopoguerra.

Quando 5-6 mil. di anni fa iniziò il processo di evaporazione, le acque si sono arricchite di sali (prevalentemente carbonato di calcio, CaCO3) e impoverite di ossigeno. In queste condizioni vi fu una elevata moria di pesci, ma un proliferare di organismi dal guscio siliceo, le diatomee. Infatti le rocce di questo primo periodo, dette diatomiti del Tripoli, sono bianche, leggere, stratificate a “fogli” sulle cui facce sono presenti tracce di interi pesci. Queste rocce sono ambite dai

collezionisti e spesso li troviamo sulle bancarelle dei mercatini. L’acqua continuò a diminuire, la vita si ridusse continuamente e si depositarono i primi sali, i carbonati di calcio. Si formarono delle rocce prive di fossili e dette “calcari di base” perché stanno alla base della serie evaporitica.

Successivamente si depositarono i solfati di calcio (CaSO4) che diedero origine ai gessi.
Sopra i gessi si depositò lo zolfo in quanto in un ambiente privo di ossigeno e ricco di materiale organico morto si attiva una decomposizione organica con produzione di composti dello zolfo (l’odore di uova marce è il caratteristico odore di idrogeno solforato). Infine si depositarono i sali potassici e di sodio (salgemma).

Evoluzione geologica e posizionamento tettonico
(di Boris Behncke, traduzione di Andrea Fiore)

Evoluzione geologica e posizionamento tettonicoAlla fine degli anni '50 e negli anni '60 ha preso l'avvento la teoria della Tettonica a Placche che è oggi accettata e riesce a spiegare accuratamente un ampio ventaglio di eventi geologici del presente e del passato.
In questo contesto il vulcanismo è prevalentemente associato a tre processi tettonici:

Subduzione. Quando i margini di due placche litosferiche - una oceanica e l'altra continentale - entrano in collisione, la più densa delle due, quella oceanica, si infila sotto quella continentale, più leggera. Il magma è generato dalla parziale fusione della litosfera (che è lo strato rigido più esterno del globo), che è formata da basalto, ricoperto prevalentemente da sedimenti di silicio (che contengono grosse quantità di acqua). Il magma derivato da tale fenomeno ha un elevato contenuto di silicio poichè una buona parte è costituita da tali sedimenti. Quasi tutti i vulcani che circondano l'oceano Pacifico (il cosidetto anello di fuoco) sono il risultato di processi subduttivi e sono caratterizzati in genere da attività altamente esplosiva.
Spaccatura. Questo avviene nelle zone dove la crosta terrestre è lacerata, consentendo al magma di risalire in superficie. Molte di queste attività avvengono lungo le dorsali oceaniche: un esempio celebre è quello della Dorsale Medio-Atlantica dove due placche litosferiche si allontanano lentamente e la nuova crosta è formata dall'emissione di magma basaltico. Sulla terraferma questo fenomeno si verifica solo in pochi luoghi, prevelentemente in Islanda e nella regione di Afar, nel nordest africano.
Punti Caldi. In diversi luoghi sulla terra il magma risale dal mantello superiore alla superficie, dove non ci sono confini tra placche (come nei casi precedenti), e il magmatismo di questo tipo è detto magmatismo interplacca. I luoghi dove questo avviene sono detti "punti caldi", i quali sembrano occupare delle posizioni relativamente fisse, mentre le placche litosferiche si muovono attraverso essi. Il magma è alimentato dalla cosiddetta cresta del mantello. Il risultato è un vulcanismo di lunga durata, che spesso costruisce spesso catene di vulcani che diventano via via più antiche quando ci si allontana dal punto caldo. I vulcani legati a tale fenomeno sono presenti sia nella litosfera oceanica sia continentale. Il più famoso esempio sono le isole Hawaii, con i vulcani attualmente attivi di Manua Loam, Kilauea, and Loihi.
L'Etna apparentemente non appartiene ad alcuno di questi tipi tettonici. La subduzione sembra aver contribuito alla attività vulcanica delle isole Eolie, a nord della costa siciliana, ma ipotesi proposte recentemente prevedono un particolare tipo di fenditura come un altro fattore che agisce contemporaneamente nella stessa area. L'Etna non è direttamente legata all'attività delle isole Eolie. Per comprendere quale sia la ragione di una voluminosa attività di lunga durata dell'Etna, occorre prendere familiarità con la complessa situazione strutturale di quest'area a di seguito si cercherà di offrire una visione di tale situazione nella maniera più esauriente possibile.

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