Museo
Archeologico Regionale Agrigento, Contrada S. Nicola
Tel. +39 0922 497111
Fax +39 0922 401587
Il Museo archeologico regionale di Agrigento ha come sede specifica
un complesso di costruzioni comprendenti, tra l'altro, le restanti strutture
restaurate di un antico convento di San Nicola. Il Museo deve la sua
importanza non solo agli innumerevoli reperti archeologici che conserva
nelle sue diciannove sale e che furono ritrovati nelle zone limitrofe
di Agrigento e Caltanissetta, ma perchè contribuisce a comprendere
la storia del forse più noto sito archeologico della Sicilia,
ovviamente Agrigento. Tra gli innumerevoli reperti qui conservati occorre
ricordare, ad esempio, la statua marmorea di Efebo creato nel 470 Avanti
Cristo e conservato nella decima sala del Museo ed un gigantesco Telamone.
Un altro importante Museo presente
ad Agrigento è quello Diocesano presente vicino la cattedrale
cittadina e visitabile previa autorizzazione della Curia.
Il Museo deve la sua importanza agli innumerevoli reperti storici che
conserva, a partire da alcuni affreschi prelevati dalla già citata
Cattedrale, il sarcofago di Fedra del secondo secolo Dopo Cristo e contenente
delle raffigurazioni di episodi relativi al mito di Fedra ed Ippolito
e svariati oggetti di oreficeria.
Innumerevoli sono i Musei presenti
a Palermo città e provincia.
Doverosamente occorre iniziare dal Museo Regionale Archeologico. Esso
ha come sede edifici palermitani famosi, a partire dal complesso monumentale
dell'Olivella. Già il suo ingresso è imponente visto che
si apre con un chiostro minore dalle linee seicentesche, contenente,
ad esempio, una fontana con la statua di Tritone ed adiacente alla Sala
dell'archeologia sottomarina con una ricca collezione di ancore, con
una saletta contenente dei sarcofaghi antropoidi in marmo ed una seconda
sala contenente, ad esempio, un'opera fenicia in pietra calcarea del
VI secolo Avanti Cristo e raffigurante un dignitario con un rotolo in
mano.
Il Museo prevede altre innumerevoli
sale che sono distribuite in due piani, suddivisibili in sale espositive,
quella per le mostre temporanee, delle corti interne. Tutta la struttura
raccoglie vari reperti archeologici attestanti la storia isolana di
varie fasi, a partire dalla preistoria fino a giungere a degli esempi
del collezionismo del 1700 e del 1800.
Tra i vari ambienti qui presenti si possono citare come esempi "Il
Salone di Selinunte" che raccoglie reperti di questo sito archeologico
isolano, quattro sale che raccolgono una discreta collezione etrusca,
"Il Salone della Scultura Romana".
Galleria
Regionale della Sicilia Palazzo Abatellis
Palermo, Via Alloro 4
Tel. 091/6230011 - Fax 091/6165237
La Galleria Regionale della Sicilia è presente a Palermo nel
Palazzo Abatellis e raccoglie una massiccia esposizione di dipinti e
sculture regionali. La galleria raccoglie espressioni dell'arte figurativa
isolana di vari secoli, dal XII al XVIII secolo e probabilmente il periodo
maggiormente rappresentato è quello che va dal XIV al XVI secolo.
Tra le opere qui conservate ricordiamo l'affresco del 1400 dedicato
al "Trionfo della Morte" preservato nella cappella del Palazzo,
il Trittico Malvagna del XVI secolo raffigurante la Madonna in trono
col Bambino ed angiolini, S. Caterina e S. Dorotea ed Adamo ed Eva realizzato
dal Gossaert, detto Mabuse ed il più recente quadro raffigurante
la Madonna con il Santo Bambino in Gloria tra San Giovanni Battista
e S. Rosalia realizzato da Pietro Novelli nella prima metà del
XVII secolo.
Il Museo Etnografico Siciliano Pitrè
deve il suo nome all'etnologo palermitano Giuseppe Pitrè che
ne curò la fondazione agli inizi del 1900. Nelle sue ventinove
sale sono raccolti gli elementi che creano una vastissima collezione
di utensili destinati alla caccia, alla pesca, alla tessitura, alla
pastorizia ed altre espressioni di arti e mestieri isolani che si sono
susseguiti nel tempo, nonchè espressioni figurative come oggetti
in ceramica, piccoli presepi in terracotta e sughero, statue in legno
raffiguranti Santi; ci sono inoltre stanze riservate al teatro dei pupi,
ai mezzi di trasporto tipici del passato isolano, cioè i carretti.
Il Museo Civico presente a Termini
Imerese, sempre in provincia di Palermo, è organizzato in varie
sezioni, ognuna delle quali ha un soggetto storico diverso, a partire
dalla Preistoria, L'Archeologia, la numismatica, le Belle Arti, l'epigrafia,
soggetti tutti relativi alle zone limitrofe.
Tra i vari reperti storici qui inclusi si possono citare un bassorilievo
del '400 dedicato alla Sacra Famiglia, varie tele come quelle riguardanti
S. Giorgio, "Ss Margherita, Caterina e Maria Maddalena", "L'Immacolata",
delle iscrizioni greche.
Nel territorio provinciale di Palermo
ci sono altri Musei interessanti, a partire da Terrasini che offre ai
turisti interessati un Museo Civico diviso in tre sezioni, una per i
reperti naturalistici come la collezione ornitologica Orlando, una archeologica
contenente reperti come anfore puniche, romane ed arabe e l'ultima sezione
etno-antropologica riguardante i carretti siciliani.
Il Museo Regionale messinese fu
istituito agli inizi del 1900 e contiene innumerevoli opere d'arte costituiti
prevalentemente da sculture, decorazioni, rappresentazioni sacre prelevate
dalle Chiese presenti nella zona e recuperate dopo il terremoto del
1908. Si comprende così che il Museo è davvero monumentale
e distribuisce le svariate opere che contiene non solo al suo interno,
ma anche nel suo giardino e nella sua terrazza che oggi preservano le
statue e i reperti più imponenti prelevati dalle chiese e dai
palazzi.
Si comprende anche che il visitatore
può così effettuare un itinerario culturale davvero cospicuo
e comprendente, tra l'altro, opere del calibro del mosaico rappresentante
"La Madonna col Bambino" ed una tavola riguardante San Placido
realizzati da un ignoto bizantino nel XIII secolo, un bel polittico
realizzato da Antonello da Messina nel 1473 e rappresentante, nelle
sue cinque tavole, varie immagini sacre come l'Angelo annunziatore e
l'Annunziata. Ci sono anche altre importanti opere d'arte presenti nelle
sue stanze, come quelle realizzate dall'Alibrandi, come la Tavola dedicata
al Giudizio Universale realizzata agli inizi del 1500 e la Tavola firmata
e datata [1519] dedicata alla "Presentazione al Tempio". Altre
opere di sicura importanza storica ed artistica presente in questo Museo
sono le due tele realizzate Michelangelo Merisi da Caravaggio agli inizi
del 1600 e dedicate alla "Resurrezione di Lazzaro" e alla
"Adorazione dei pastori".
Un Museo degli Arazzi è presente
a Marsala, in provincia di Trapani. Esso custodisce otto arazzi fiamminghi
risalenti al XVI secolo raffiguranti episodi della guerra intercorsa
tra Tito ed i Giudei ed opera probabile del pittore fiammingo ispanizzato
Pedro Campana. Gli arazzi presentano anche fasce di fiori, frutta e
figure allegoriche.
Museo Archeologico
Baglio Anselmi Marsala (Trapani), Lungomare Boéo
Tel. +39 0923 952535
Fax +39 0923 952535
Altro famoso Museo della città è quello archeologico "Baglio
Anselmi" situato in questo edificio del secolo scorso un tempo
adibito alla produzione del Vino Marsala. Il Museo permette di ammirare
una nave punica e di scoprire la storia di Lilibeo, una cittadina fondata
nel 307 A.C. circa dai reduci della vicina isola di Mozia che fu distrutta
all'epoca dal tiranno siracusano Dionisio. Durante la prima guerra punica
la città fu una base di difesa cartaginese contro glia attacchi
romani, che comunque riuscirono a conquistare.
Il Museo prevede un ordinamento
generale suddiviso in quattro sale espositive, la prima dedicata alla
già citata nave punica individuabile come esempio di una nave
a remi adibita al combattimento affondata intorno al terzo secolo A.
C., una seconda sala adibita ai pannelli didattici che permettono di
conoscere ed individuare geograficamente il sito e la città di
Lilibeo, una terza sala relativa ai vari reperti archeologici relativi
a Mazara del Vallo, Mozia e la necropoli di Lilibeo ed un'utlima sala
relativa alle epigrafi latine.
Per avere una maggiore consapevolezza
dell'importanza di questo Museo, occorre citare le possibilità
conoscitive da esso offerte. I reperti relativi alla Mozia punica sono,
ad esempio, un'urna funeraria e due stele figurate relative ad un tofet.
Ci sono poi i reperti provenienti direttamente dalle necropoli di Lilibeo,
referti disposti in ordine cronologico e comprendenti, ad esempio, corredi
funerari costituiti da vasellame a vernice nera e monumentini funerari
in tufo con decorazione policroma.
Museo Archeologico
di Gela, Corso Vittorio Emanuele 1
Tel. +39 0933 912626
Il Museo Archeologico di Gela -Cl- offre la possibilità di conoscere
il percorso storico della città.
Il percorso archeologico-storico è qui organizzato in varie sezioni.
La prima prevede, ad esempio, la
presenza di un piede di una kylix attica che mostra un'iscrizione votiva
di Antifemo, che alcune fonti storiche considerano come il fondatore
di Gela, vari reperti preistorici che attestano la presenza umana nella
zona sin dalla fine del IV millennio A.C., alcuni reperti riferibili
al periodo della colonizzazione greca come un aryballos conico e frammenti
di ceramica databili tra l'ottavo ed il settimo secolo A.C. che vanno
a confermare alcune notizie storiche che attestano la presenza di protocoloni
rodii di Lindos e che fondarono un sito proprio a Molino a Vento. Inevitabile,
quindi, la presenza di alcuni reperti relativi a questo sito. Nell'acropoli
arcaica sorse in un secondo momento il santuario dedicato alla Dea cittadina
Athena Lindia, costruzione attestata dal ritrovamento di alcuni materiali
votivi e quelli raccolti in prossimità dell'Athenaion, un periptero
dorico costruito nel VI secolo A.C. e che è incluso nel Museo
attraverso un pannello che raccoglie alcune delle decorazioni architettoniche
dell'epoca della costruzione del tempio. Successivi reperti riguardano
un tempio dorico, e precisamente un periptero costruito nell'acropoli
per sostituire un edificio antecedente andato distrutto a causa di un
incendio.
Una seconda sezione del museo è
dedicata agli oggetti ritrovati in una nave greca affondata nei pressi
di Gela agli inizi del V secolo A.C., reperti relativi all'evoluzione
abitativa dell'acropoli dalla distruzione cartaginese avvenuta nel 405
A.C. fino all'inizio del IV secolo A.C. ed al Santuario urbano di Hera
situato nell'attuale area del Municipio.
Una terza sezione del Museo è
invece dedicata a Capo Soprano e Piano Notaro, tra i quali citiamo delle
terrecotte riferibili ad una casa-bottega situata all'interno delle
mura di fortificazione già precedentemente citate.
La IV sezione riguarda le anfore
da trasporto ritrovate a Gela.
Ben tre sezioni sono invece dedicate ai vari reperti archeologici relativi
alla città antica, come quelli riferibili ai vari santuari dedicati
al culto di Demetra e Kore.
Infine ricordiamo il settore dedicato
agli oggetti relativi al periodo preistorico, greco e romano del territorio
vicino Gela e quello relativo ai contesti romani del territorio geloo,
niscemese, buterese e mazzerinese comprendente oggetti relativi alle
necropoli ipogeiche e fattorie abitate soprattutto dal periodo della
distruzione di Gela [282 A.C.] fino all'età tardo-antica.
Museo Archeologico
Ibleo Ragusa, Via Natalelli
Tel. +39 0932 622963
Il Museo Archeologico Ibleo presente a Ragusa è stato istituito
nella seconda metà del 1900 e rappresenta in ordine cronologico
l'archeologia e la storia di tutta la provincia di Ragusa dal neolitico
fino alla tarda antichità.
I vari reperti archeologici ritrovati in questa zona sono stati suddivisi
in base ad un ordine cronologico e topografico e presenta anche una
ricostruzione al vero di vari ambienti come le necropoli che aiutano
i visitatori a comprendere il significato e l'utilizzo dei vari reperti
qui ritrovati.
Anche in questo caso, tutto il materiale
dalla evidente importanza storica è stato soggetto ad una disposizione
espositiva suddivisa in VI sezioni.
La prima sezione si riferisce al
periodo preistorico e comprende, tra l'altro, i vari reperti ritrovati
ad esempio a Marina di Ragusa, alla contrada modicana del Mulino del
Salto, le ceramiche e gli utensili in pietra lavica ritrovati ad esempio
a Cava D'Ispica e Vittoria.
Una seconda sezione riguarda invece
dei reperti archeologici ritrovati grazie agli scavi effettuati a Camarina,
come quelli relativi alle tombe arcaiche dei primi colonizzatori della
zona.
La terza sezione riguarda invece
i reperti relativi agli abitati siculi arcaici e classici, come ad esempio
corredi relativi alle necropoli arcaiche di Licodia Eubea e Monte Casasia.
La quarta sezione riguarda i centri
ellenistici con una interessante documentazione fotografica e topografica
relativa all'abitato di epoca timoleontea-ellenistica di Scornavacche
situato in prossimità di Chiaramonte Gulfi.
La quinta sezione è invece
dedicata ai ritrovamenti relativi agli insediamenti romani e qui si
possono ricevere delle informazioni relative, ad esempio, ai cimiteri
ipogei cristiani, a delle chiesette cristiane. Qui si trovano anche
delle ceramiche relative al periodo tardo-romano.
La sesta ed ultima sezione del Museo
riguarda alcuni reperti di collezioni di provenienza non certa.
Il Museo Vagliasindi si trova a
Randazzo, in provincia di Catania.
Nelle varie sale qui presenti si possono ritrovare vari reperti come
reperti bronzei relativi al periodo neolitico e della Valle dell'Alcantara,
varie ceramiche e delle monete in bronzo, argento ed oro relative ad
un discreto periodo storico che va dall'età greca a quella medievale.
Il Museo Civico di Caltanissetta
prevede due sezioni relative all'arte moderna e quella archeologica.
La sezione archeologica è forse più la più ricca
del Museo e prevede la presenza di vari reperti suddivisi in ordine
topografico e cronologico q vi si possono ritrovare dei materiali preistorici
e greci ritrovati nella zona, a partire da quelli ottenuti dal Sito
Archeologico di Sabucina e da Capodarso. Per citare alcuni dei materiali
qui visibili possiamo citare vasi e strumenti relativi all'età
del bronzo.
Museo Archeologico
Marianopoli (Caltanissetta), Piazza Garibaldi 1
Tel. +39 0934 674357
Il Museo Archeologico presente nella città di Marianopoli, sempre
in provincia di Caltanissetta, prevede la presenza di reperti archeologici
relativi alla città e che abbracciano un periodo storico che
va dalla preistorica alla età del bronzo, materiali che sono
stati ordinati in base ad un ordine topografico e cronologico. Buona
parte dei materiali qui conservati provengono dal sito archeologico
di Monte Castellazzo [visitato sin dall'età neolitica, un sito
che conobbe successivamente anche una fase di ellenizzazione] ed il
sito relativo alla montagna di Balate-Valle Oscura [sede di un centro
indigeno relativo al VI secolo e successivamente ellennizzatro mentre
la Valle Oscura prevede la presenza di una necropoli relativa all'antica
città].
Il Museo è disposto in due
piani, il primo relativo a Balate-Valle Oscura ed il secondo a Monte
Castellazzo.
Per citare alcuni reperti qui conservati ricordiamo, riferendosi al
primo piano del Museo, dei corredi delle necropoli e suppellettili relativi
al centro abitato della zona e ceramiche dipinte greche ed indigene,
mentre nel secondo piano si trovano, ad esempio, resti di corredi eneolitici
provenienti dalla necropoli di San Cono-Piano Notaro.
Museo Regionale Agostino
Pepoli
Trapani, via Conte Agostino Pepoli 200
Tel. +39 0923 553269
Fax +39 0923 535444
Il Museo Regionale Agostino Pepoli è presente a Trapani è
situato nell'ex convento trecentesco dei Padri Carmelitani ed offre
ai suoi visitatori la possibilità di poter ammirare collezioni
di scultura e pittura, reperti archeologici e rappresentazioni delle
arti figurative come molteplici opere in corallo, della maiolica, ori,
argenti ed esempi della scultura dedicata ai presepi. Il nucleo originale
della raccolta iniziò nei primi anni del 1800 e la ricchezza
del materiale qui conservato è dovuta alla continua e costante
opera di successive donazioni. Il periodo storico qui testimoniato va
dal XIII al XIX secolo e tutto il materiale è stato suddiviso
tra il piano terra ed il primo piano della struttura. Procedendo dal
periodo più antico a quello più recente relativo ai materiali,
si può citare la presenza di un reliquario di una Santa, una
scultura lignea realizzata da un intagliatore tedesco ignoto, un dipinto
su tavola rappresentante "La Madonna in trono e Angeli" realizzato
dal Maestro del Polittico di Trapani, una statua marmorea dedicata a
S. Giacomo Maggiore e realizzata da Antonello Gagini all'inizio del
1500, una tela dedicata al "Martirio di San Matteo del XVII secolo
ed una statuina da presepe dedicata a S. Giuseppe realizzata dalle maestranze
trapanesi utilizza ndo
legno e tela.
Il Museo Civico di Castelvetrano,
in provincia di Trapani, raccoglie le collezioni inizialmente raccolte
nell'ex convento di San Domenico. Qui sono conservati principalmente
reperti archeologici selinuntini e le pitture e sculture provenienti
dalle chiese cittadine in disuso. Tra queste meritano la nomina una
statua in alabastro dedicata alla "Vergine col Bambino" realizzata
dal Laurana.
Il Museo etnografico intitolato
a Serafino Amabile Guastella è presente a Modica, in provincia
di Ragusa, ed è un buon esempio delle attività agricole
e sociali della zona riferibili a periodo passati che hanno ancora qualche
contatto con il presente. Qui si possono ammirare, ad esempio, un esemplare
del caratteristico carretto siciliano noto per le sue decorazioni colorate,
di antichi mezzi di trasporto che cambiano di dimensione ed eleganza
in base alla importanza della famiglia d'appartenenza, varie botteghe
degli artigiani tipici della zona come il mielaio, l'ebanista, il sellaio,
il fabbro-maniscalco ed il dolciere. Vera attrazione di questo Museo
che va ad occupare il primo piano del settecentesco ex convento dei
Frati Mercedari che in passato è stato utilizzato anche come
lazzaretto durante le due epidemie di peste che sfortunatamente colpirono
la zona è sicuramente la riproduzione della tipica masseria modicana
caratterizzata dall'utilizzo della pietra calcarea locale qui utilizzata
per la costruzione dei tipici "Mura a siccu", per la rappresentazione
del cortile noto per una singolare pavimentazione, delle stanze della
masseria, come "La casa ri stari" [=la cucina, l'ambiente
più importante della casa ricca di numerosi utensili utili per
la preparazione e la conservazione del pane e dei formaggi locali],
la stanza da letto e la stanza della tessitura.
Il Museo Civico di Noto -Sr- prevede
la presenza di alcuni reperti archeologici provenienti da Noto Antica
e da altre zone vicine, come un'architrave contenente un'iscrizione
dedicatoria e risalente al III secolo A.C. e la ricostruzione di un
monumento funebre dedicato al Viceré Nicolò Speciale e
del 1544. Nel piano rialzato è prevista la presenza di una sezione
archeologica contenente, tra l'altro, i reperti preistorici relativi
al territorio cittadino ed una Biblioteca dedicata agli amanti degli
studi archeologici.
In questo Museo si ha la possibilità di ammirare anche alcuni
elementi provenienti dagli scavi dedicati ad Eloro.
La città e la provincia di
Catania offrono innumerevoli occasioni culturali grazie ai numerosi
Musei qui presenti.
Il primo che merita la menzione è senza dubbio il Museo Civico
presente nel Castello Ursino. Il Museo raccoglie le collezioni dei Benedettini,
dei Principi Biscari e delle donazioni del Barone Zappalà-Asmundo.
La ricca presenza dei vari simboli dell'arte figurativa qui rappresentate
è degnamente valorizzata dalla bellezza del Castello del quale
si è già parlato nell'itinerario omonimo. Per iniziare
qualche citazione delle opere qui conservate, occorre innanzitutto dire
che il Museo prevede la disposizione organizzativa dei suddetti materiali
in due piani e per un totale di 28 sale espositive.
Si può iniziare dalla imponente
pinacoteca qui inclusa che raccoglie opere di Maestri illustri come
Ribera, Procaccini, Borremans, Luca Giordano, il Beato Angelico, Bernardino
Niger e Pietro Novelli. Si possono ricordare, ad esempio, la parte centrale
del polittico firmato da Antonello de Saliba risalente al 1497 e raffigurante
"La Madonna col Bambino"; la ricostruzione del polittico che
prevede la presenza ai lati di San Francesco e S. Antonio, nonchè
nella cimasa, della "Resurrezione" permette di apprezzare
l'abilità di questo artista. Tra le altre opere d'arte qui conservate
si possono citare reperti architettonici e decorativi provenienti dal
Teatro Romano di Catania, una scultura antica raffigurante una testa
efebica risalente al sesto secolo A.C., un bel mosaico a colori risalente
al IV secolo A.C. relativo ai primi tre mesi dell'anno ed un altro alle
pareti rappresentante maggio, giugno e luglio e visitabili nella quarta
sala prevista nel pian terreno del Museo.
Il Museo Civico Belliniano è
stato costruito proprio nella casa natale dello artista dove esso ha
vissuto per 16 anni. Il Museo prevede una sistemazione organizzativa
in cinque ambienti diversi, situazione che permette di conoscere l'iter
formativo e produttivo di questo musicista catanese. La prima stanza
permette di visionare alcune stampe raffiguranti Catania al tempo in
cui visse il compositore [1800]; la seconda riguarda alcuni cimeli appartenuti
allo artista, come un clavicembalo che pare sia stato costruito dall'artista
stesso, delle spille d'oro e dei preziosi orologi; la terza stanza offre
la possibilità di ammirare delle iconografie riguardanti la vita
di Bellini; la successiva stanza è forse la più importante
perchè raccoglie numerosi manoscritti musicali autografi; l'ultima
stanza del Museo prevede la presenza di alcuni oggetti legati alla traslazione
della salma di Bellini, evento avvenuto nel 1876 da Parigi a Catania.
Il Museo d'Arte Sacra di San Nicolò
è presente a Militello in Val di Catania, in provincia di Catania,
ed è relativamente recente visto che è stato istituito
dal 1981 grazie ai lavori di liberazione dallo sterro dei vari sotterranei
della Chiesa, evento che portò al recupero di resti appartenenti
ad alcune abitazioni abbandonate dopo il terremoto del 1693 e la scoperta
di varie cripte. Qui si possono ammirare varie opere d'arte riferibili
alla Matrice e alle sue Chiese filiali, documenti attestanti l'importanza
storica e culturale della città. Il Museo raccoglie i vari reperti
in 28 sale.
Tra i vari reperti qui preservati
si possono citare, ad esempio, i resti della abside settecentesca e
di parti murarie precedenti il pluricitato terremoto e comprendenti,
inoltre, paramenti sacri pregiati ed anche un'ulteriore cappella contenente
altri paramenti e ricami policromi dedicati alla vita di S. Agata relativi
al XVII secolo. Tra gli altri ambienti presenti nella stessa sala si
possono ammirare la Cappella della Confraternita del SS.Crocifisso del
Calvario del XVIII secolo e la Cappella di S. Nicolò relativa
alla prima metà del 1700. In altre sale del Museo sono visitabili
altre Cappelle, come quella in damasco verde contenente gli stemmi della
famiglia Branciforte, di Casa D'Austria e dell'ordine benedettino, la
Cappella dedicata alla SS. Annunziata con gli stemmi dei Pignatelli-Branciforte.
Tra le altre opere preservate in
questo Museo ricordiamo una tavoletta angelica dedicata a S. Agata,
alcune sculture relative ai secoli XV-XVII come "La Annunciazione"
ed "Il Cristo Morto", la pala dedicata a "La Morte di
S. Carlo Borromeo" realizzata da Filippo Paladino all'inizio del
1600 e due tele realizzate da Giovan Battista Baldanza junior dedicate
rispettivamente a "La Madonna di Monserrato con S. Biagio"
e "S.Isidoro Agricolo".
Altro Museo presente a Catania è
quello di Paleontologia che raccoglie una discreta collezzione di reperti
archeologici e storici che nel corso degli anni hanno avuto anche altre
sedi rispetto a quella attuale e riguardanti un pò tutta la Sicilia,
a partire dai fossili siciliani del paleozoico relativi a Palermo, fossili
del Miocene e Pliocene relativi alla città di Buccheri -SR- e
del Ragusano, precisamente di Modica e Giarratana.
Ritornando nel territorio provinciale
catanese, si può citare il Museo Civico del Castello Normanno
presente ad Aci Castello. Qui è possibile effettuare due diverse
visite, quella del Castello Normanno eretto in una rupe determinata
da un'eruzione basaltica proveniente dal mare poco profondo nel 1076
ed appartenuto a Ruggero di Lauria, nonchè tutte le opere contenute
nel Museo.
Il Museo prevede una prima sezione
dedicata alla mineralogia e riguardante, ad esempio, pannelli riguardanti
la situazione geologica del territorio ed una sezione paleontologica
riguardante altri pannelli illustrativi sulla deriva dei continenti
ed alcuni fossili relativi ad alcuni paesi come Scordia, Augusta, Aci
Castello, Altavilla ed Aci Catena.
La Biblioteca e Pinacoteca Zelantea
è presente nella città di Acireale -CT- . La Biblioteca
è una delle più fornite della Sicilia, mentre altre tre
sale sono dedicate alla già citata Pinacoteca ma anche al Museo
Archeologico ed al Museo del Risorgimento. Qui sono raccolte immancabili
tele e sculture, a partire dal busto dedicato a Giulio Cesare.
Altro Museo rientrante nel territorio
provinciale catanese è quello di Adrano preservato all'interno
di un Castello Normanno risalente all'undicesimo secolo e realizzato
per volere del Conte Ruggero I, Museo interamente dedicato all'Archeologia.
Al suo interno si possono ammirare non solo elementi archeologici importanti
e preservati nel corpo centrale dell'imponente e caratteristica struttura,
ma anche una discreta Pinacoteca, una galleria dedicata alle opere d'arte
moderna ed un meseo etno-antropologico dedicato all'artigianato locale.
Il solo immettersi nell'ingresso della struttura si ha la possibilità
non indifferente di tuffarsi nella storia antica grazie alla presenza
di materiali relativi all'età greca, e precisamente anfore e
recipienti vari.
Il pianterreno della struttura è
inceve dedicato ad un periodo storico ulteriormente anteriore rispetto
all'antecedente e cioè la preistoria.
Qui sono state sistemate alcune vetrine espositive contenenti i vari
reperti attestanti le varie fasi preistoriche ed i diversi stili produttivi
e decorativi. Si possono così ammirare campioni fossili e litici
relativi all'età del bronzo, esempi decorativi relativi al Neolitico
superiore ed attestanti il cosiddetto stile di Capri, dello stile di
Serra d'Alto [entrambi poco frequenti in Sicilia, quindi davvero estremamente
importanti], lo stile di Diana, quello di Conzo.
Un ulteriore stile qui rappresentato
è quello di Adrano del quale si possono ammirare dei reperti
conservati ed esposti sempre nel pianterreno del Museo.
Altre ceramiche decorate conservate in questa sezione del Museo attestano,
invece, lo stile di S. Ippolito.
Ulteriori esposizioni riguardano
invece reperti relativi alle grotte funerarie risalenti all'epoca precastelluccinina
e castellucciniana che testimoniano questo nuovo stili che deve il suo
nome ad una località situata nei pressi di Noto. In questo contesto
occorre effetuare una precisazione geologica che determinò la
caratteristica di queste grotte: il territorio etneo presente delle
rocce vulcaniche troppo dure per esser scavate e poi utilizzate come
tombe, perciò le popolazioni dell'epoca furono costrette ad utilizzare
per questo scopo le grotte di scorrimento lavico altrettanto comuni
nella zona.
In questo caso, gli scavi effettuati
hanno permesso il ritrovamento, e quindi la successiva esposizione in
questa sezione museale, di ceramiche dipinte, alte fruttiere ed altri
reperti che attestano la presenza umana nella zona durante il periodo
storico che va dalla fase del Malpasso a quella del Castelluccio [1800-1500
A.C.].
Arrivando al piano successivo della
struttura si possono ammirare numerosissimi materiali provenienti dalla
contrada Mendolito e delle necropoli di Mangarelli ed Ardichella.
Sempre in questa parte della struttura sono conservati altrettanto numerosi
reperti riguardanti il sito di Adranon, fondato dal tiranno siracusano
Dionigi I, e precisamente provenienti dalle due necropoli della zona,
e materiali ellenistici tra cui spiccano quelli relativi allo stile
di Gnathia.
Un successivo piano della struttura è invece dedicato ad una
Pinacoteca in cui spiccano reperti che abbracciano un arco temporale
che va dal 1500 ai primi anni del 1900. Sempre in questa parte della
struttura sono state ricreate, poi, una sezione relativa all'artigianato
ed una galleria d'arte contemporanea.
Alcuni interessanti Musei si trovano
a Caltagirone, sempre in provincia di Catania.
Il primo che merita le menzione
è quello dei Cappuccini che raccoglie varie espressioni dell'arte
sacra raccolte all'interno del museo, della pinacoteca e della Chiesa
dei Cappuccini Nuovi.
Qui sono raccolte varie opere prodotte principalmente da Fra Semplice
da Verona e Filippo Paladino. Del primo autore citato occorre innanzitutto
citare un trittico riguardante varie scene sacre come "La Gloria
dei Santissimi Confessori", " La Gloria delle Santissime Vergini"
e "Il Cristo deposto dalla Croce" mentre del secondo autore
citato citiamo "La Pietà" ed un altro trittico riguardante
"La Madonna d'Odigitria". "L'adorazione dei magi"
e "Le Ss. Chiara, Lucia e Agata".
Museo Regionale della
Ceramica
Caltagirone (Catania), via Roma, Giardino Pubblico
Tel. +39 0933 21680
Fax +39 0933 26972
In questa città nota per la pregiata produzione delle ceramiche
non poteva certo mancare un Museo Regionale della Ceramica.
Nelle quattro sale previste in questa struttura inserita a sua volta
nella Villa Comunale si possono ammirare delle ceramiche che abbracciano
un periodo storico che va dalla preistoria agli inizi del 1900. Le ceramiche
qui raccolte non riguardano solamente quelle prodotte nella città,
ma anche di tutta l'isola.
Il Museo prevede una ulteriore suddivisione
in sezioni riguardanti varie epoche, organizzazione che permette così
di ammirare le opere realizzate nel Mondo Antico, quello Medievale e
quello postmedievale o moderno.
Nella prima sezione si possono ammirare produzioni relative alle culture
preistoriche e protostoriche isolane. Qui sono rappresentate resti di
produzioni ottenuti dagli scavi effettuati nel territorio vicino Caltagirone,
ceramiche di Castelluccio, quelle provenienti dalle contrade Angelo,
Moschitta, Balchino, S.Ippolito, Dessueri nonchè dell'area ragusana.
La sezione riguardante il Medioevo permette di ammirare in una forma
organizzata le produzioni di Siracusa risalenti al X-XI secolo, quelle
palermitane come delle brocche, quelle provenienti da Contrada S. Lucia
ad Agrigento risalenti al XII-XIII secolo.
Infine c'è la citata sezione moderna che prevede la presenza
di produzioni che abbracciano il peiodo storico che va dal XVI al XIX
secolo e che si riferiscono a Caltagirone, Sciacca, Burgio, Palermo,
Trapani.
Infine ricordiamo i Musei Civici,
Pinacoteca Sturzo e Mostra della Ceramica presenti sempre a Caltagirone
nel Palazzo Libertini di San Mauro.
La parte espositiva riguardante i Musei Civici permette al visitatore
amante delle produzioni artistiche di ammirare, ad esempio, un piccolo
sarcofago proveniente dalla necropoli ellenica dei Cappuccini [IV-III
secolo A.C.], una cassaforte in legno massiccio del 1700 denominata
"Del Monte di Pietà", vari vasi di terracotta raffiguranti
scene figurative.
Il restauro dei dipinti visionabili nei Musei Civici ha richiesto molto
tempo, ma ha permesso di poter conservare ed ammirare meglio opere di
grande importanza storica come una tela raffigurante "Gesù
nell'orto", risalente al 1600, il dipinto dedicato alla "Madonna
del Rifugio" realizzato dal Portaluni all'inizio del 1600.
Il Museo Archeologico di Grammichele
è situato all'interno del Palazzo Comunale e permette di visionare
i vari reperti attestanti l'epoca greca vissuta dalla città e
ritrovati grazie ad attenti scavi sistematici effettuati nel corso degli
anni. Anche qui, ovviamente, è prevista una organizzazione espositiva
dei vari reperti esposti in tre ambienti diversi.
La prima stanza è dedicata a dei pannelli esplicativi della storia
cittadina.
La seconda è invece dedicata ai materiali preistorici e protostorici
relativi alle contrade vicine.
Nella terza ed ultima si possono inoltre ammirare alcuni reperti funerari
relativi alla necropoli di Terravecchia e di Casa Cantoniera, da una
delle aree sacre di Poggio dell'Aquila.
Il museo raccoglie anche altri reperti
attestanti la presenza umana nella zona fino al già citato terremoto
del 1693.
Un cenno puramente folkloristico merita una Mostra permanente che ha
il sapore genuino e particolare dell'artigianato tipico del mondo femminile,
cioè quella presente a Mirabella Imbaccari. Tale Mostra è
dedicata ai vari prodotti ricavati sfruttando il tombolo, cioè
i vari merletti.
Il Museo Archeologico di Ramacca,
sempre nel territorio provinciale catanese, permette ai suoi visitatori
di ammirare i vari reperti attestanti la vita umana nel corso di varie
epoche, partendo da quella dei metalli, del bronzo fino ad arrivare
al periodo "più recente" ellenistico-romano.
Tra i vari reperti qui conservati ricordiamo "La casa RM"
abbandonata nel VI secolo A.C.. Anche qui si possono ammirare resti
relativi a dei corredi funebri provenienti dalla necropoli est.
Museo Archeologico
di Lentini
Lentini (Siracusa), via del Museo 1
Tel. +39 095 7832962
Il Museo Archeologico di Lentini raccoglie veri reperti archeologici
del territorio, a partire da quelli riferibili all'antica Leontinoi
e cinque sale che contengono altre opere dalla notevole importanza storica,
come quelli provenienti dagli scavi effettuati nel villaggio della Metapiccola
del IX secolo A.C. e corredi di tombe che abbracciano un periodo storico
che va dal IV al II secolo A.C..
Nella città è possibile
ammirare anche un Parco Archeologico che si riferisce alle fortificazioni
della porta Siracusana, la necropoli ellenistica e le mura presenti
nel colle S. Mauro e reperti storici importanti come la prima cinta
muraria risalente al VII secolo A. C. e la seconda risalente agli inizi
del VI secolo A. C..
Il Museo di Tindari -ME- è
attestante la storia di questa cittadina in provincia di Messina. Le
sue cinque sale gli danno una discreta grandezza, certamente inferiore
a quella di altri Musei qui citati, ma l'importanza dei reperti storici
ed archeologici qui preservati non hanno nulla da invidiare agli altri
già citati.
Tra questi reperti possiamo considerare una testa di Augusto ottenuta
dagli scavi effettuati nella Basilica, reperti attestanti la presenza
di un abitato relativo all'età del bronzo e vari documenti che
attestano le varie fasi del- lo scavo e del restauro dei vari reperti
della zona.
Museo Archeologico
Regionale Eoliano Lipari (Messina), Via del Castello
Tel. +39 090 9880174 - 9880594
Fax +39 090 9880175
Anche l'isola di Lipari, rientrante nell'arcipelago delle Eolie, ha
un suo importante Museo Archeologico. Esso ci permette di ammirare varie
collezioni attestanti le vicissitudini storiche ed umane di tutto l'arcipelago
dalla preistoria al medioevo, collezioni disposte in base ad un ordinamento
organizzativo suddiviso in sei edifici, organizzazione espositiva che
va a sfruttare alcuni corpi di fabbrica del famoso Castello di Lipari.
Logicamente ogni edificio va ad illustrare periodi storici diversi che
seguono non solo un criterio cronologico, ma anche una seconda suddivisione
per materia, vista la presenza di un edificio dedicato alla vulcanologia,
un altro dedicato ai reperti preistorici relativi alle isole minori
che vanno a completare l'arcipelago, un'ulteriore sezione dedicata alla
archeologia marina.
Tra i vari reperti qui preservati
si possono citare alcuni resti di ceramiche decorate in base allo stile
siciliano di Stentinello, frammenti di vasi che invece attestano lo
stile di Serradifalco, reperti di ceramica relative allo stile di Diana.
Nell'edificio dedicato all'archeologia classica si hanno altri reperti
attestanti l'età greca, nonchè la sezione già citata
riguardante l'archeologia marina e quella dedicata all'area di Milazzo.
Tra questi reperti si possono citare
i reperti provenienti dalle varie necropoli greche e romane presenti
nell'isola, come parte dei corredi funebri, ceramiche tardo-corinze.
Qui occorre precisare la natura di queste necropoli per avere un quadro
più chiaro dei vari reperti conservati nel Museo.
Le prime necropoli ellenistiche sono quella di contrada Diana e di contrada
S. Anna ed una necropoli del periodo romano e bizantino.
Alcuni cenni merita il settore dedicato
all'archeologia marina attestante i reperti provenienti dai vari relitti
presenti nei fondali che circondano l'arcipelago. Alcuni reperti si
riferiscono ad una nave naufragata agli inizi dell'età del bronzo,
alcune anfore dello stile greco-italico del IV secolo A.C. e cannoni
in bronzo utilizzati probabilmente in una guerra nel XVII-XVIII secolo.
Infine occorre menzionare la Sezione
dedicata alla vulcanologia che è stata realizzata per esplicare
la formazione geologica dell'arcipelago. La sezione è divisa
in tre parti, ognuna riferita ad un aspetto particolare: la prima è
dedicata ad una introduzione alla Vulcanologia generale, la seconda
si riferisce specificatamente all'arcipelago in questione, la terza
offre degli spunti di riflessione su come le popolazioni isolane del
passato hanno sfruttato le risorse naturali del loro centro.
Altro discorso è quello dedicato
al Parco archeologico di Contrada Diana, sempre compreso nell'isola
di Lipari.
Il Parco ha la funzione specifica di illustrare la base storica dell'isola
stessa, illustrata dai vari scavi che sono stati qui effettuati.
Abbiamo, così, parte di un tratto murario costituito da blocchi
squadrati appartenenti alla Lipari Greca, reperti di case relative all'età
romana imperiale e che comunque non vanno ad oltrepassare la cinta muraria
che delimita la parte greca dell'isola. All'esterno di queste mura si
hanno, poi, i resti della necropoli già citata precedentemente.
Andando all'esterno del parco, inoltre sono visitabili i resti di un
ipogeo funerario romano.
Il piccolo Museo presente nell'isola
di Mozia, rientrante nel territorio provinciale di Trapani, va ricordato
perchè permette di ammirare i reperti archeologici riguardanti
questa piccola ma caratteristica roccaforte fondata dai Fenici. Tra
tali esempi storici possiamo citare parte dei corredi funebri della
necropoli fenicia presente nell'isola, le mashcere femminili provenienti
dal tofdet ed anche reperti greci attestanti i contatti avvenuti tra
le popolazioni dell'isola con i Greci presenti in Sicilia.
Da visitare e' il Museo di Cesaro'
(Me) dove si trovano raccolti gli strumenti di lavoro antichi, legati
alla cultura del secolo scorso, quelli relativi alla lavorazione del
pane, alla lavorazione e produzione di formaggi, nonche' un reperto
legato alla raccolta dei costumi tipici della zona e delle fotografie
che mostrano delle attivita' agricole come la tosatura delle pecore.
Il Museo offre la possibilita' di immergersi totalmente nelle tradizioni
agricole siciliane di almeno 150 anni fa, evento non trascurabile che
permette di scoprire realmente il fascino tipico della Sicilia.
All'interno della famosa Cava d'Ispica,
un sito archeologico presente in provincia di Ragusa, recentemente e'
stata riaperto al pubblico, dopo una lunga fase di ristrutturazione,
il Mulino-Museo "Cavallo D'Ispica". Il Mulino ad acqua permette
di ammirare un tipico spaccato dell'economia agricola siciliana con
la ricostruzione di ambienti domestici coma la stanza da letto comprendente
l'antica "naca u vientu" e l'angolo cottura, nonche' ambienti
lavorativi come la stalla che raccoglie gli utensili tipici del lavoro
agricolo.
A Palazzolo Acreide - Sr - si trova
la Casa-Museo del poeta ed antropologo Antonino Uccello. Attualmente,
precisamente dal 1983, la Casa-Museo e' gestita dalla Regione Siciliana
che ha curato l'allestimento di una splendida collezione riguardante
la cultura popolare del territorio ibleo. In effetti, qui si possono
ammirare, in vari ambienti espositivi, una ingente raccolta di costumi,
oggetti e testimonianze varie del folclore e delle tradizioni popolari.
Tra l'altro, qui si possono ammirare il frantoio, la stalla e la casa
del massaro. |